Risoluzione approvata il 7 aprile 2021 dalla 4a Commissione permanente (Difesa)

Nel prossimo futuro non è difficile prevedere un'ulteriore esponenziale estensione del dominio cibernetico e, quindi delle possibilità di attacchi.

In base alle caratteristiche e al grado di offensività, gli attacchi informatici vengono tipicamente divisi in diverse tipologie, all'interno delle due grandi categorie della sicurezza cibernetica e della difesa cibernetica.

Per difesa cibernetica si intende lo spettro delle competenze dello Stato di natura prettamente militare. Proprio le caratteristiche della minaccia, però, rendono spesso arduo operare nette distinzioni tra sicurezza interna e sicurezza esterna, così come tra i profili civili e quelli più propriamente militari. Se in altri domini il carattere militare della minaccia è facilmente distinguibile, nel dominio cibernetico, viste le sue caratteristiche ibride, tale distinzione è meno agevole.

Inoltre, nel dominio cibernetico non è possibile ricorrere a strumenti di difesa tipici dei domini tradizionali, come la deterrenza. Considerato che gli attacchi possono essere sferrati con strutture e risorse anche molto contenute, occorre puntare tutto sulla difesa e sulla resilienza, anche attraverso sistemi di fallback analogici - ove applicabili - da utilizzare in caso di necessità.

Alle Forze armate è in ogni caso affidato il compito di proteggere il Paese da intrusioni esterne, anche laddove dirette a obiettivi civili.

Questi sono solo alcuni dei dettagli relativi al dominio cibernetico presenti nella Risoluzione approvata il 7 aprile 2021 dalla 4a Commissione permanente (Difesa) a conclusione dell'esame dell'affare assegnato sui profili della sicurezza cibernetica attinenti alla difesa nazionale.

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