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Le variabili
Una variabile non è altro che la
rappresentazione di uno spazio di memoria del calcolatore ed è
caratterizzata da un nome (case sensitive), il
tipo di dato contenuto ed uno
scopo.
Se si considera per esempio
l'istruzione:
I simboli "5" e "10" sono costanti in
quanto hanno lo stesso valore indipendentemente da dove compaiono nel
programma. Il simbolo j, viceversa, è il
nome di una variabile che è in grado di rappresentare valori diversi:
dopo questa istruzione, la variabile
j
conterrà il valore 15, ma sarebbe possibile effettuare un ulteriore
assegnamento che ne muterebbe nuovamente il valore.
Infatti, supponendo che la variabile j sia memorizzata all'indirizzo di memoria
100770. Avremo che la precedente istruzione di assegnamento significherà:
"somma le costanti 5 e 10 e memorizza il risultato nella locazione di
indirizzo 100770".
L'istruzione
significa "preleva il contenuto
dell'indirizzo 100770, sottrai da esso la costante 2 e memorizza il
risultato all'indirizzo 100770". In questo caso il valore di j viene letto e successivamente viene
scritto un nuovo valore.
Nomi delle variabili
Il nome di una variabile,
detto anche identificatore, può essere composto da una sequenza di lettere,
minuscole e/o
maiuscole da A a Z, visto che, essendo il
linguaggio case sensitive distingue le lettere minuscole dalle maiuscole,
oppure dalle cifre da 0 a 9 ed
infine dai simboli di sottolineatura ( _ ) e dollaro ( $ ).
I nomi delle variabili
possono assumere qualsiasi lunghezza ma devono attenersi a delle regole:
-
il primo carattere del nome deve essere sempre una lettera oppure il simbolo
di sottolineatura (il carattere $ anche se utilizzabile non è
particolarmente consigliato);
- all'interno del nome
non devono essere presenti spazi o punti;
- il nome non deve
corrispondere a quello di funzioni o oggetti già definiti;
- visto
che alcune parole, dette parole chiave, sono riservate,
essendo utilizzate dal linguaggio JavaScript non possono
essere utilizzate dal programmatore come nomi di variabili.
Queste sono le parole
riservate per JavaScript 1.3:
abstract
boolean
break
byte
case
catch
char
class
const
continue
debugger
default
delete
do
double |
else
enum
export
extends
false
final
finally
float
for
function
goto
if
implements
import
in |
instance
of
int
interface
long
native
new
null
package
private
protected
public
return
short
static |
super
switch
synchronized
this
throw
throws
transient
true
try
typeof
var
void
volatile
while
with |
Per poter essere utilizzata, una variabile
deve essere dichiarata. Le scelte a disposizione sono due:
- modo esplicito: usando la parola
chiave 'var';
- modo implicito: impostando la
variabile uguale a un determinato valore;
Anche se in JavaScript
non è necessario dichiarare le variabili in modo esplicito, tuttavia farlo
è una buona pratica di programmazione. Se una variabile viene dichiarata
senza essere inizializzata, esiste ma avrà un valore indefinito. Per
evitare questo è consigliabile inizializzare le variabile assegnadogli il
valore 'null'.
Esempi:
var VociTotali; // Valore esplicito indefinito
var CostoEffettivo = 0.0; // Valore esplicido definito
var VoceSelezionata = null; // Valore esplicito nullo
CostoPerElemento = 2; // Valore implicito definito
VoceSelezionata = null; // Valore implicito nullo |
Tipi di dati
Definendo le variabili, non ci siamo
preoccupati del tipo di dato che ognuna ospiterà perchè in JavaScript, il
tipo di dato viene impostato implicitamente quando la variabile viene
inizializzata.
E' comunque bene sapere che JavaScript
supporta sei tipi di dati diversi:
- Numeri: possono essere sia
interi, positivi e negativi, incluso lo zero, rappresentati in base 10
(senza lo zero precedente), in base 8 (aggiungendo uno 0 davanti al
numero, da 0 a 7) ed in base 16 (aggiungendo 0x davanti al numero, da
0 a 9 e da A a F) che in virgola mobile, comprendendo numeri positivi
e negativi, decimali ed un esponente rappresentato dalla lettera 'e'
maiuscola, minuscola o entrambi. Questo esponente rappresenta 10
elevato alla potenza corrispondente al numero che segue la 'e',
maiuscola o minuscola, nella notazione scientifica. Per esempio il
numero 1250000 può essere rappresentato in notazione scientifica nei
seguenti modi:
- 1.25e6
- 12.5e5
- 125e4
- 1250e3
l'esponente inoltre può essere un numero
negativo. Per esempio si può rappresentare il numero 0.0025 in notazione
scientifica come 2.5e-3.
Esempi:
var numIntero = 54;
var numDecimale = 46.686;
var numScientifica = 4.6e3;
var numOttale = 010; // Decimale = 8
var numEsadecimale = 0x010; // Decimale = 16 |
- Stringhe: una stringa
è costituita dai caratteri racchiusi
all'intero di una sequenza di doppi apici ( " ) o di apici singoli ( ' ). Da notare che
se all'interno della stringa si vorrà utilizzare il carattere doppio apice ( "
) allora questa dovrà essere racchiusa fra apici singoli ( ' ) e
viceversa.
Esempi:
var strStringa1 = "Ciao Mondo!";
var strStringa2 = 'Ciao Mondo!';
var strStringa3 = 'Evitare le virgolette doppie ( " )';
var strStringa4 = "Evitare le virgolette singole ( ' )";
var strStringa5 = ""; |
Notate che per ultimo è stata definita una
stringa non contenente nessun carattere, altrimenti detta stringa a
lunghezza zero o vuota.
Se si vorranno utilizzare degli elementi non visualizzabili, si passerà ad
una sequenza di caratteri composta utilizzando la barra inversa ( \ )
altrimenti detta sequenza di escape:
| Descrizione |
Simbolo |
Sequenza |
| Continuazione di linea |
<newline> |
\ |
| Nuova riga (a capo) |
NL(LF) |
\n |
| Tabulazione orizzontale |
HT |
\t |
| Uno spazio indietro (Backspace) |
BS |
\b |
| Ritorno carrello |
CR |
\r |
| Avanzamento modulo (si sposta
sulla successiva pagina logica) |
FF |
\f |
| Barra inversa |
\ |
\\ |
| Apice singolo |
' |
\' |
| Apice doppio |
" |
\" |
- Oggetti: si possono assegnare
degli oggetti HTML a variabili JavaScript. Vediamolo in un esempio:
<BODY>
<FORM NAME="frmDemo">
<INPUT NAME="txtDemo" TYPE="text" VALUE="Vuoto">
<SCRIPT LANGUAGE="JavaScript">
var objDemo=document.frmDemo.txtDemo
</SCRIPT>
<INPUT TYPE="button" VALUE="Mostra valore"
onclick="alert(objDemo.value)">
</FORM>
</BODY> |
- Valori booleani: contengono
il valore rappresentato dalle parole chiave 'true' o 'false', cioè
uno dei due valori booleani. Una cosa importante da ricordare è che,
diversamente agli altri linguaggi di programmazione, non possono
essere sostituiti con i numeri 1 e 0.
Esempio:
- Valore null: è sia un tipo di
dato che un valore. Impostare una variabile a null non fa altro che
assegnare a quest'ultima questo valore.
Esempio:
- Valori indefiniti: è un tipo
speciale che non può essere assegnato ad una variabile. Al
contrario, una variabile viene considerata di tipo indefinito se non
è stata dichiarata oppure è stata dichiarata ma non ha un valore.
Per esempio
produrrà un errore se
var2
non è stata dichiarata ed impostata in precedenza.
Definire lo scopo
di una variabile
Lo scopo di una variabile viene definito in
base al posizionamento della dichiarazione della stessa all'interno del
codice e può essere:
- Scopo locale: la variabile
è dichiarata ed è accessibile solo all'interno della funzione che
la ospita. Se possibile, è sempre preferibile ricorre a questa
logica di programmazione.
- Scopo globale: la variabile
è stata dichiarata, esplicitamente o meno, al di fuori di
qualsiasi funzione. In questo caso è accessibile da qualsiasi
punto del codice.
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